martedì 28 ottobre 2014

Storia di una giornata infinita

Da anatroccolo a cigno il salto non è mai stato così breve.

Giorni fa ci trovammo a dover scrivere della sconfitta contro il Capistrello, l'ennesima immeritata. Non bastava. Le buone prestazioni dovevano per forza sfociare nei risultati, data la classifica precaria.

Partire per andare a giocare contro la capolista, seppur su un campo neutro - che a livello di tifosi, neutro non era - rappresentava la situazione peggiore che potesse arrivare.
Si sale sull'auto, la concentrazione è visibile sul volto dei ragazzi, non una risata, qualche sorriso, il presidente Vellante augura una buona partita a tutti e con entusiasmo chiede un risultato positivo.
La tensione si stempera: si parla della debacle del Pescara, il possibile esonero di Baroni. Dopo aver pranzato tutti insieme si riparte alla volta di Cupello, ma dopo un paio di chilometri ci si accorge di aver lasciato Del Gallo al ristorante. Al suo ritorno, tra le risate generali, qualcuno gli urla: << bomber, almeno oggi facci vincere>>, nulla di più azzeccato.
Sul campo veniamo accolti benevolmente dai dirigenti del San Salvo. Noi addetti stampa non ci azzardiamo ad entrare nello spogliatoio durante il discorso del mister, eppure da fuori alcune parole echeggiano come sentenza: "abbiamo bisogno di questa vittoria, dimostriamo a tutti chi siamo veramente, vinciamo per noi stessi". Mi procuro una pettorina per stare in campo durante la partita, mentre la squadra esegue il consueto riscaldamento. All'ingresso delle due formazioni in campo il pubblico inizia a supportare i proprio beniamini, tutto fa presagire ad un'altra giornata difficile.

Il primo tempo è bellissimo: entrambe le squadre hanno nitide palle gol, ma alla fine la sblocchiamo noi, proprio con Del Gallo. I tifosi del San Salvo iniziano a prendersela con i nostri giocatori, urlandogli di tutto. La ripresa scorre via con una lentezza assurda, più le volte che estraggo il telefono per vedere l'ora che impugnare la macchinetta per scattare foto ai giocatori. Penso che il pari ci possa andare bene, ma la difesa regge, non concede nulla, i centrocampisti pressano a tutto campo e gli attaccanti tornano a dare una mano. Cinque minuti di recupero passano senza patemi, i tre punti sono nostri.
Mister Naccarella, nell'intervista di fine gara, dice che possiamo giocarcela con tutti. Noi già lo sapevamo, forse qualcun altro inizierà finalmente a crederci. Non che ne avessimo bisogno, ma molti ci consideravano i brutti anatroccoli dell'Eccellenza. Invece il cigno Acqua&Sapone ha mostrato tutta la sua bellezza.

Antonio Di Berardino
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