venerdì 1 aprile 2016

Quattro partite che decidono un campionato

Pasqua è arrivata nel momento peggiore: quando si vince, quando lo si fa nel nostro caso per la prima volta in trasferta, si dovrebbe avere poco tempo per pensarci, tornare a calcare il campo per una nuova sfida sarebbe la soluzione ideale. Invece le due settimane di stop forzato probabilmente non hanno smorzato l'umore, ma hanno dato modo di pensare un po' troppo al poco che in realtà abbiamo fatto fuori dallo Speziale.

Domenica torneremo a giocare dopo una mezza impresa (almeno nei numeri) ma non sarà come dopo Paterno. Non saremo molli, pieni e gonfi dei 3 punti conquistati a Miglianico. La sfida è decisiva, non solo per le sorti del campionato, ma per riscattarci dopo la debacle dell'andata. Ad Atessa forse ci fu la prestazione peggiore della stagione e non staremo qui a ricordare i dettagli, perché questi sono ancora impressi nella testa dei nostri giocatori, dirigenti e di chi vive il campo ogni domenica.

Pensiamo sempre da dove veniamo e troveremo le forze per la parte finale del campionato. Eravamo morti a novembre, finiti nella derisione e comicità di esperti della categoria che sanno e sentenziano per partito preso. Ma è anche vero che in questo momento ci siamo dentro, e per uscirne dobbiamo essere perfetti. C'è chi comunque andrà domenica non crederà in noi, chi spera nella fortuna, chi fa riti scaramantici praticamente da sempre. Poi, ci sono tutti quelli che fanno parte della nostra famiglia, che non sperano ma credono nella salvezza, nell'obiettivo prefissato tanto lontano quanto vicino.

Siamo a valle, ma è pazzesco vedere grinta e rabbia dei nostri giocatori che, seppur sudati e stanchi, hanno ancora la forza di guardare in cima alla salita e sorridere in segno di sfida. 
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