venerdì 17 aprile 2020

Senza calcio, senza Acqua&Sapone


Un mese e mezzo senza Acqua&Sapone. Lo senti sulla pelle, perché ti manca tutto quello che il mondo verdeoro ti trasmetteva, anche inconsciamente, e che era diventato per te una piacevole routine. 

Mi mancano le parate e le bestemmie di Alceo, le uscite palla al piede di Catenaro, i colpi di testa di Erick, l’eleganza di capitan Di Biase, la voce guida di Erasmi, le urla simulazione di Gianluca o i suoi versi nel chiedere palla.

Rimbombano anche i silenzi di De Leonibus, Di Muzio, Mazzocchetti, Rubini (t’ha chiamat?) utilizzati poco ma importanti come gli altri e col sorriso sulle labbra ad ogni allenamento.

Mi mancano gli sfottò tra De Fanis e Maiorani, tra Cianfagna e Maiorani, insomma tutti quelli che si permettevano di “mancare di rispetto” al 97 più forte dell’Eccellenza.

L’esuberanza di Di Nicola, la danza col pallone di Fidanza, la coppia rappresentativa Tassone – Valerio (a cui non avrei dato un centesimo e che oggi si ritrovano ad essere perni imprescindibili)

La decisività del duo Marrone – Petito (Diaz), con il rito sigaretta ed il pallone che gonfia la rete. Mi mancano gli elastici di Nico, gli slalom di Evangelista ed i suoi battibecchi col pubblico, la personalità di D’Agostino, chioccia per i giovani della Juniores, il sinistro fatato di Vatavu.

Ovviamente non solo loro. Mi manca la competenza e la ricerca della perfezione di Nunzio. Mi manca il duo Tamiani – Pasta, che di tanto in tanto quando non li vedevi erano nell’angolo remoto del campo ad analizzare il momento. Le chiacchierate con Damiano che ironicamente mi chiedeva conferma della formazione che mandava in campo, le battute con Paride e l’11 a tratti improponibile di una Juniores sempre più vincente. Mi manca la tranquillità di Mauro, la passione per questa squadra (e la coca cola) di Domenico, la camminata di Capriel, persino le strilla di Bruno.

Mi manca tutto lo staff: la pazzia positiva di Semproni, la passione per il calcio di Pacchiarotti, la professionalità di Zampa, il grande Walter, le chiacchierate con il verace Paolo Marcedula. Le risate con gli amici amici Effe e App. E ovviamente il mitico Gianni Leone, più presente ora che prima, con il suo sostegno dagli spalti e tutti i tifosi (e genitori) che si trovano a seguirci per svariati motivi ma comunque decisivi.

Ed il settore giovanile, forte e competente come mai in questa stagione. La precisione di Ivo, il giustificato “non può giocare” perenne di CastoLandia, la grinta e l’appartenenza a questa società di Dani, il nuovo che avanza meravigliosamente Marco Cavicchia, l’applicazione di Cameli (sempre il primo ad arrivare), la ventata di freschezza di Antonio Costantini, la spensieratezza e l’impegno di Patricelli.

La scuola calcio, che lentamente sta prendendo una forma invidiabile. Mi manca Oscar, la loquacità e l’essere davvero una gran persona (ed ha vinto anche 10 tituli come ripete da anni), la pazienza di mister Dennis, la spasmodica passione per questo gioco dei 2000 Valentin e Jacopo, il borsello di Cosmin (mi fai un caffè?). Il prendere per il culo la tirchieria del nostro arbitro personale Donato, la risolutezza di Andrea. I sorrisi e le conversazioni con i genitori dei bambini, sempre più affezionati a questa realtà.

E poi, dulcis in fundo, mi mancano loro. Gli artefici di tutto questo. Vincenzo, una delle persone che stimo di più, presente ma distante, bastone e carota. Un mix perfetto per la crescita di tutti. Paolo, che nei momenti di bisogno c’è sempre stato e ci sarà, così come il pres Mario: una coppia a dir poco perfetta amalgamatosi a cenni di “a koo”. Vederli in tribuna a soffrire e gioire resta sempre una delle immagini più belle della domenica. Lo dico, si. Mi manca anche Tonino Capogna, le sue telefonate, le sue richieste a volte incredibili ma sempre per il bene della società.

Società che per noi significa famiglia, sempre e mai come ora, che la famiglia si è momentaneamente e fisicamente separata ma che presto, sono certo, tornerà ad abbracciarsi. Col suo spirito da leone.